fabrizio
       
  Storia, architettura, tecnologie ante-litteram  
         
  Culture e architetture
Villa Simonetta di Milano
- Storia inedita
- Un passaggio di proprietà sconosciuto
- Palazzo nobiliare in stile leonardesco
- Nuove dimensioni per il Signore della città
- Scoperta e analisi di una perizia del 1567
Cistercensi
- Paginedi storia, vita e arte
- Simulazioni 3D degli spazi architettonici
- Crediti

Bagni e stufe
Il bagno-stufa della Villa Simonetta
- Un quartiere termale del '500
- Rilievo prima della distruzione (1983)
Terme domestiche del '500 in Italia
- Palazzo Ducale di Urbino
- Villa del cardinale Cervini
- Palazzo della Cancelleria a Roma
- Rocca di Ostia
- Palazzo Farnese a Caprarola


i Portici di Padova
Studio effettuato fra 2013 e 2015


Tecnologie ante-litteram
sotto i portici del Centro storico di Padova
Telecamere ante-litteram

Campanelli a campanella


 
  filetto filetto filetto  
 

Villa Simonetta
di Milano
Storia documentaria inedita di una
delle prime ville-palazzo nel milanese


Scoperte e scenari
Documenti inediti, tracce, rilievi e ricostruzioni possibili.



Una storia che inizia con il "Nobile hedifitium" costruito fra il 1502 e il 1505 da Gualtiero Bascapè, importante esponente della corte di Ludovico il Moro (deposto nel 1499), al "Palatio" leonardesco della famiglia Rabia (1520 circa), fino alla villa realizzata nel 1547 da Domenico Giunti per Ferrante Gonzaga, Governatore spagnolo di Milano.


Un passaggio di proprietà sconociuto
La vendita alla famiglia Rabia (legata ai nuovi padroni francesi), nel 1509, dopo la morte di Bascapè, e la possibile ristrutturazione in stile (o per mano) leonardesco.




Ipotesi facciata nord dell'edificio leonardesco


Tracce facciata nord


Tracce parete dello scalone



Nuove dimensioni per il Signore della città
Nel 1547 nasce una villa atipica nel panorama lombardo, con la bellezza estroversa espressa da una loggia un triplo ordine di colonne in facciata, e due ali verso la campagna.
Il progetto, di Domenico Giunti, prevede di dare forma anche al territorio circostante, tanto che fra i compiti dell'architetto è compreso l'acquisto dei terreni.
La dimensione di questo intervento è ancora visibile nel catasto del '700.


1726 Dal Re Veduta generale


1726 Dal Re Vista della corte


Il Catasto Settecentesco di Carlo VI mostra
una villa che domina il territorio


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Perizia inedita del 1567
Documento ampio ed esaustivo, parete per parete, colonna per colonna, impianti e strutture, che prepara la cessione da parte dei Gonzaga.




Ricostruzione sulla base della perizia del 1567


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Cistercensi
Il CD-Rom interattivo che ricostruisce la storia dell'ordine monastico, l'evoluzione cronologica, la diffusione nel mondo, l'arte, la vita e l'architettura.


Documentazione del CD-Rom (24 MB)

con fotogrammi di 99 delle sue pagine
(Il CD-Rom non è più utilizzabile con i nuovi sitemi operativi di Mac e Windows)
che permettono di visualizzare il grafico cronologico, in parallelo, della storia, dell'arte, delle filiazioni, e da qui gli approfondmenti documentari, oltre che la vita quotidiana.






Simulazioni 3D degli spazi architettonici
Ricostruzione che permette di visitare le diverse componenti di un monastero-tipo cistercense, dall'esterno e dall'interno, in particolare Chiesa, dormitorio, chiostro, lavabo comune, sala del capitolo, sala dei Monaci, refettorio.



















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Bagno-stufa della
villa Simonetta di Milano

Un raro esempio di quartiere termale privato

ispirato ai bagni romani e realizzato nella prima metà del Cinquecento, dove convivono sia il "bagno" (in acqua) che una "stufa", cioè locale caldo e/o sauna.




Posizione del quartiere termale, al piano terreno del corpo antico della villa.


Secondo i documenti d'archivio, già nel 1544 esisteva una camera usata "pro stufa".
In seguito, l'architetto Domenico Giunti, autore del grande riassetto del 1547, costruì o ristrutturò un "bagno da basso" e una "stufa da alto".
Nel 1567 una perizia conferma la presenza di una "stuffa et bagno" al piano terreno, con "caldara" e "maschere di marmo et altre cose"; all'ultimo piano c'era poi una "stuffa" con bacino in rame e rivestimento in legno.


Soffitto del bagno.


Una delle panche in muratura.


I gradini che scendono nella vasca.


Rilievo effettuato nel 1983
prima dalla ristrutturazione che da 1984 copre tutto con nuove pavimentazioni e solette in muratura




Come appariva nel 1983


Pianta del locale bagno-stufa


Pianta del quartiere termale, costituito da un insieme di ambienti funzionali ("bagno", "spogliatoio" e caldaia) e realizzato all'interno di un ampio locale precedente


Finestra sopra la caldaia, che si apre sul locale "spogliatoio". La porta a sinistra, ricavata forse successivamente, è verso il locale bagno-stufa.

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Terme domestiche nei palazzi italiani del '500
La riscoperta dei sistemi termali romani è una caratteristica di alcuni palazzi nobiliari e papali italiani, e progettualmente trova traccia in diversi trattati di architettura del Rinascimento, che riprendono anche la descrizione di Vitruvio,
e nei categgi di progettisti come Antonio da Sangallo il Giovane e Francesco di Giorgio Martini.

Il quartiere termale nel Palazzo Ducale
di Urbino



L’area bagno-stufa del palazzo di Federico da Montefreltro a Urbino, al primo piano interrato, con una serie di spazi funzionali (sul modello delle terme romane) collegati all'appartamento privato del Duca, al piano nobile (studiolo, camera ecc.), attraverso la scala a chiocciola di uno dei torrini della facciata.


Il bagno di Urbino, il cui progetto è attribuito a Francesco di Giorgio Martini, realizzato fra il 1472 e il 1482 (morte del Duca).


Schema idrico del palazzo: il quartiere termale
è servito da una conduttura d’acqua,
proveniente da una cisterna, che raggiunge
il forno, dove è riscaldata per il bagno; il forno riscalda anche il locale vicino (stufa-sauna?).


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Altri esempi nella Roma papale
del Cinquecento



Progetto di Antonio da Sangallo il Giovane
per la villa del cardinale Cervini.


Bagno nel palazzo della Cancelleria, a Roma, realizzato nel mezzanino sopra l'ingresso dell'ala ovest e attribuito ad Antonio da Sangallo il Giovane.


Bagno nella rocca di Ostia, realizzato fra 1483 e 1486 per il futuro papa Giulio II e attribuito a Baccio Pontelli, che nel 1480 ha lavorato a Urbino con Francesco di Giorgio Martini.


Bagno di palazzo Farnese a Caprarola, attribuibile a Sangallo il Giovane o a Vignola.



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i Portici di Padova
Una realtà misconosciuta ma di grane valore
Seconda al mondo dopo Bologna, ma unica nal suo genere come contenitore di arte, cultura e storia, e forse anche per origini






























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"
Telecamere"
Sistemi di sorveglianza più sofisticati degli spioncini nei portoni, adottati prima dell'arrivo dell'elettricità, ricavati creando fori nel pavimento sopra i portoni degli edifici porticati, nobili e meno nobili.
Ne ho documentati a decine (oltre cento), nel centro storico di Padova, ma qualcuno anche a Bologna e Portogruaro












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Campanelli a campanella
Sistemi di campanelli degli edifici storici adottati prima dell'elettricità, in alternativa ai batacchi, o ad altri sistemi manuali o vocali, documentati a decine nel centro storico di Padova, in varie forme e modalità di attivare una campanella all'interno




















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